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Testimoni
oculari 
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RELAZIONE DEL CORSO DI MUSICA IN CULLA NELLE CLASSI
DEI PICCOLI DELL’ASILO
NIDO GIRAGIRASOLE A MONTEVERDE
Novembre 2001 - Maggio 2002
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 L’esperienza
fatta quest’anno con “Musica in
culla”, corso di musica specifico
per i lattanti, è stata per me
molto positiva ed entusiasmante.
Tutti i bambini, anche i più piccoli,
si sono fatti coinvolgere ed avvolgere
dalla musica, seguendo con grande
attenzione le melodie proposte
da Paola ed Alessandra e piano
piano sono passati da un atteggiamento “passivo”,
di ascolto assoluto, ad uno più attivo
in cui hanno cominciato a dare
risposte di
tipo motorio, vocale, sonoro,
contribuendo a creare in quei
quaranta minuti di lezione
un’ atmosfera
che definirei “magica”.
Nel corso dell’anno i bambini hanno preso sempre più familiarità con
le musiche e gli oggetti proposti (foulards colorati, sacchetti
di riso, palle morbide ed ovetti sonori), e hanno cominciato
a rispondere non solo vocalizzando e ripetendo i suoni proposti,
ma dando spesso nuovi spunti alle operatrici e proponendo loro
stessi suoni e tonalità diverse.
I bambini hanno interagito molto anche tra loro guardandosi
ed imitandosi nei movimenti e nell’uso degli oggetti: scuotendo
gli ovetti, facendo il nascondino con i foulards, muovendosi
a tempo di musica. Ancora oggi se propongo loro delle melodie
cantate durante le lezioni immediatamente sorridono e ripetono
i movimenti che abbinavamo a quei suoni, dimostrando di ricordarle
e di gradirle ancora molto.
Insomma è stata un’ esperienza bellissima che ci ha arricchito
tantissimo ed ha permesso ai bambini, attraverso la sperimentazione
di diverse percezioni sensoriali, tattili, visive, uditive
e perché no anche gustative (spesso i foulards e i sacchetti
finivano in bocca!), di aumentare oltre che le loro competenze
musicale la loro conoscenza del mondo.
Patrizia, educatrice della sezione
dei piccoli
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RELAZIONE DEL CORSO DI MUSICA IN CULLA
NELLA CLASSI DEI PICCOLI
DELL’ASILO
NIDO “A. EMO”, XVII MUNICIPIO
Progetto “Musica …..al
nido”
Novembre 2000 - Maggio 2001
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 L’esperienza
vissuta quest’anno
al nido, nel gruppo
dei piccoli, che
ci ha visto per
la prima volta
impegnate con i
bambini al fianco
degli operatori
musicali della
Scuola Popolare
di Musica Donna
Olimpia, è stata
positiva e stimolante
sia per i bambini
che per noi educatrici,
e confidiamo
di poterla proseguire
il prossimo anno
nella sezione
dei
medi.
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Innanzi
tutto dobbiamo rilevare
che questo metodo di proporre
musica ai bambini fino
a ieri a noi completamente
sconosciuto, ha avuto un
grande successo con i bambini,
i quali, durante gli incontri,
hanno dato ampia dimostrazione
della validità del metodo
basato sulla teoria di
apprendimento musicale
nella prima infanzia.
Gli incontri sono iniziati
a Novembre, la sezione
dei piccoli era formata
da 12 bambini tra i 6 e
i 14 mesi, e tre educatrici. Contrariamente a quanto
avevamo temuto i bambini, superati i primi momenti
in cui restavano “attaccati” a noi, non hanno dimostrato
grande diffidenza nei confronti delle persone inizialmente
sconosciute con cui entravano in contatto una volta
alla settimana; questo grazie a diversi fattori
a loro favorevoli: I bambini avranno già superato
il primo periodo di ambientamento al nido ed avevano
già instaurato con noi educatrici un rapporto di
affettuosa fiducia; per i bambini in inserimento
abbiamo chiesto ai genitori di partecipare agli
incontri; ma principalmente la capacità e sensibilità dimostrataci
dalle operatrici, che sapevano dosare con competenza
gli interventi sui bambini, rispettando soprattutto
le modalità e i tempi che ciascun bambino ha nel
rapportarsi con una situazione nuova.
La stessa sensibilità, dobbiamo riconoscere, che
hanno dimostrato nei nostri confronti, in quanto
le prime volte che ci siamo trovate ad operare
con loro (ci avevano spiegato che era fondamentale
la nostra partecipazione e l’atteggiamento fiducioso)
, non possiamo negare che anche noi abbiamo avuto
le nostre difficoltà ed inibizioni che loro hanno
saputo cogliere e sostenere senza per questo farci
sentire “inadeguate” alla situazione.
Alla fine degli incontri, infatti, dopo aver messo
a dormire i bambini per il riposo mattutino, (che
dopo l’attività musicale era particolarmente gradito
e facilitato dalla situazione di rilassamento che
notavamo nei bambini) ci fermavamo volentieri a
parlare con loro, sia per scambiare le osservazioni
fatte sui bambini durante l’incontro sia per parlare
delle nostre difficoltà; e quando i rapporto fra
noi sono diventati più confidenziali spesso ne
abbiamo riso insieme.
Ai bambini veniva sempre annunciato fin dal loro
arrivo al nido che quello era il giorno della musica
e che sarebbero arrivate le nostre “amiche” Paola
e Adele, e loro dimostravano grande contentezza.
Il loro modo di giocare con la musica li affascinava,
ma a differenza di quanto accadeva quando noi proponevamo
noi le nostre classiche canzoncine del nido non
rimanevano rapiti o imbambolati, al contrario iniziavano
a muoversi e ad emettere una grande varietà di
suoni vocali che durante gli altri momenti della
giornata non notavamo, e cercavano anche di far
rumore con quanto gli era possibile (la stanza
veniva preparata per la musica togliendo tutti
i giocattoli e lasciando solo qualche pupazzo morbido).
Sebbene la maggioranza di loro non deambulasse,
molti arrivavano carponi presso un possibile supporto
che permettesse loro di alzarsi e battere le mani
sul muro o sui mobili e sorprendentemente alcuni
di loro creavano un ritmo ben preciso, e arrestavano
il movimento e il suono quando la musica finiva.
L’esperienza di “Musica in culla” ha avuto anche
un altro importante risvolto che non avevamo minimamente
previsto: ci ha dato la possibilità di creare delle
occasioni di scambi relazionali con le famiglie
dei bambini.
I genitori infatti si sono dimostrati curiosissimi
di sapere che cosa accadeva durante gli incontri
musicali. Forse, anche perché alcuni di loro hanno
partecipato durante gli inserimenti del bambino.
Così, per soddisfarli, abbiamo fatto numerose foto
e video che gli stessi genitori si sono doppiati
e “passato”. Il successo è stato univoco, perché a
loro dire i bambini (che nel frattempo iniziavano
a sviluppare anche il linguaggio verbale) a casa
chiedevano sempre di vedere insieme le videocassette
della musica.
Da lì è nata un occasione per poterne parlare con
noi ed in qualche modo abbiamo sentito veramente
che i bambini avevano portato a casa l’esperienza
vissuta con gli altri al nido, con tutta la positività che
questo rappresenta in termini di relazione famiglia – nido,
spesso difficile, sempre delicata.
Loro stessi si sono sorpresi nel vedere la partecipazione
dei loro bambini nel fare “musica insieme” (così dicevamo
noli ai bambini).
Infine non possiamo non mettere in evidenza quanto
sia stato importante per la nostra formazione di
educatrici, perché per la prima volta non si trattava
di partecipare ad un corso di aggiornamento su
un argomento riguardante il bambino come “soggetto
astratto”, “ipotetico”, ma di sperimentare direttamente
con loro le competenze di quei bambini e le nostre.
Siamo venute quindi a conoscenza di questo metodo
per noi assolutamente nuovo e rivoluzionario di
proporre musica ai bambini, e non è tanto importante
che noi non abbiamo la preparazione musicale per
fare tutto ciò che le operatrici facevano con i
bambini, quanto esserci sensibilizzate sull’importanza
dell’apprendimento musicale nei primi anni di vita
del bambino, cosa che ci ha reso più responsabili
nel nostro ruolo che ci vede ogni giorno come proponitrici
di modelli comportamentali che influenzano la formazione
del vocabolario musicale così come quello linguistico
del bambino.
Patrizia e Rossana educatrici
sezione piccoli
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