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Interviste
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ADESSO........MUSICA
(intervista a Beth M. Bolton 30-10-2000)
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L'educazione
musicale può iniziare
dalla nascita, secondo la Music Learning Theory
di E.E.Gordon, una teoria di apprendimento musicale
dedicata alla primissima infanzia. Abbiamo incontrato
una delle maggiori esponenti di questa innovativa
modalità didattica, in Novembre a Roma per
un workshop proprio concernente questi argomenti,
presso la Scuola Popolare di Musica Donna Olimpia.
Lei si chiama Beth Bolton, vive e insegna negli
USA, a Philadelphia, e porta il suo contributo
di ricerca e insegnamento in tutto il mondo dopo
aver lavorato a lungo a fianco del ricercatore
che ha messo a punto la M. L. T. Nonostante questo è rimasta
intatta la sua carica umana e la sua grande attenzione
all'educazione dei bambini, sua unica vera grande
passione, come lei stessa li definisce; sentirla
e vederla insegnare è stata sicuramente
una forte esperienza per i numerosi insegnanti
che hanno partecipato al suo workshop. |
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.......A colloquio con Beth M. Bolton, professore
per l'educazione musicale presso il College
of Music 'Esther Boye' della Temple University
di Philadelphia, USA.
Chi è Beth M. Bolton, e come ha incontrato la Music Learning
Theory? |
Sono stata
insegnante di musica nelle scuole per 17 anni
, ho lavorato principalmente
con ragazzi tra i 6 e i 12 anni e notavo frequentemente
che il metodo che usavo per insegnare era efficace
per alcuni ragazzi ma non per altri. Avevo imparato
la "teoria dell'insegnamento", ma non
avevo imparato a "imparare" dai bambini.
Dopo quei 17 anni mi sono imbattuta in una teoria
dell'educazione musicale secondo la quale insegnare
si basa sulle modalità di apprendimento
di ciascun bambino. Allora ho iniziato ad osservare
la risposta naturale del bambino alla musica, e
a farmi guidare da essa nell' insegnamento, ed è subito
diventato molto eccitante insegnare in questo modo,
perchè questo modo "onora" e rispetta
il bambino, onora la sua risposta alla musica,
il suo sviluppo, sia cronologico che psicologico
ed emotivo, ed onora il suo bisogno di giocare,
poichè la maggior parte di questo scambio
musicale tra genitori, bambini, e insegnanti implica
il gioco, uno dei mezzi di comunicazione pi naturale
per i piccoli. La musica diventa gioiosa, giocabile,
uno scambio tra "grandi" e "piccoli" in
cui entrambi sono vincitori e traggono benefici.
Imparare ad insegnare in modo che i bambini possano "ricevere" la
musica ha fatto della musica e dei bambini una
parte estremamente importante della mia vita. |
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Doctor Bolton, c'è qualcosa riguardo
l'educazione musicale per i piccolissimi, che
veramente vorrebbe che tutti sapessero? |
Un messaggio
che voglio assolutamente che i genitori e gli
adulti conoscano, è che è molto
importante per il bambino sentir cantare quando è molto
piccolo, cosi che la musica divenga da subito familiare
Ascoltare la musica dalla madre e dal padre diventa
per il bambino un linguaggio, quando i genitori
cantano con il bimbo c'è anche lo scambio
di un bellissimo sentimento emotivo; è una
cosa naturale, positiva amorevole e aiuta la famiglia
a diventare più unita. Questi sono alcuni
dei "ragionamenti" che stanno portando
avanti in alcune nazioni come Australia, Nuova
Zelanda ,Svezia, Scozia, oltre che in America:
i genitori che fanno musica con i bambini creano
una amorevole emozionante atmosfera. E noi stiamo
finalmente osservando la stessa cosa negli U.S.A.;
alcuni genitori mi hanno recentemente parlato circa
la loro esperienza musicale con i bambini, dove
la musica è sentita come un esperienza spirituale.
Noi intendiamo essere una guida educativa per il
bambino e per le famiglie che stanno cominciando
a sentire alcuni cambiamenti spirituali ed emotivi,
e io penso che sia molto importante per i genitori
fare questa esperienza tra madre, padre e figli
(e non solo). Esiste una ricerca negli Stati Uniti
che afferma che ascoltare musica rende i bambini
più intelligenti, ma non ci sono dati scientifici
che la supportino. Io credo però abbastanza
probabile che le capacità di apprendimento
dei bambini che hanno ascoltato musica siano
migliori di quelle che non l'hanno ascoltata. |
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La realtà sociali, economiche, pedagogiche,
culturali ecc. dell'Italia e degli USA sono
molto diverse; lei ha notato differenza di
reazione tra i bambini italiani e americani,
e tra gli insegnanti e didatti dei due paesi? |
Credo che
quando i bambini sono molto piccoli siano uguali
in tutto il mondo, ma
quando crescono e specialmente quando imparano
una lingua, e soprattutto la propria cultura
e le proprie tradizioni , iniziano a comparire
alcune
differenze . E' difficile parlare di una cultura
americana, poichè noi abbiamo veramente
tante differenze culturali dovute alla diversa
provenienza dei genitori (italiani, ebrei, messicani......);
quindi sono a conoscenza del fatto che ci sia forte
differenza tra bimbi cresciuti in America e bimbi
cresciuti in Italia. Ma ciò non significa
che i bambini imparino diversamente a seconda della
propria "appartenenza" culturale. Ci
sono bambini che crescono e maturano nello stesso
modo e con la stessa sequenza non per un fatto
culturale ma biologico. Musicalmente non ci dovrebbero
quindi essere differenze legate a fattori culturali.
Relativamente al fatto di imparare la musica di
una cultura, credo che, se un bambino impara a
conoscere il linguaggio musicale, cioË molti
modi diversi e molti metri diversi, egli ha le
basi per capire tutta la musica, non solo quella
del proprio paese. Molti credono che sia importante
far conoscere ai bimbi la musica specifica della
propria cultura, ma io credo che questo sia un
problema sociale, che non riguarda strettamente
la loro educazione musicale: l'educazione al linguaggio
musicale è una educazione al "suono" come
mezzo espressivo e comunicativo, e in quanto
tale penso che dovrebbe essere applicato e ricevuto
egualmente in ogni paese seppur di diversa cultura. |
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Insegnare ai bambini è una grande
responsabilità, quanto conta l'apertura
a diverse esperienze e conoscenze nella formazione
di un buon educatore? |
Poichè l'insegnante è largamente
responsabile dell'educazione del bambino, è molto
importante che l'insegnante sia di mentalità aperta,
abbia operatività ed esperienza, e abbia
capacità di accedere ad una gran quantità di
conoscenze e di informazioni in molte aree diverse.
Un insegnante che conosce solo un metodo può non
essere un buon insegnante per ogni tipo di bambino,
perchè, per esempio, un particolare bambino
può non imparare bene con uno specifico
metodo; come ho detto prima dobbiamo essere consci
di come i bambini imparano per aiutarli ad imparare.
E se un bambino non risponde particolarmente bene
ad una modalità didattica, l'insegnante
dovrebbe avere competenze relative ad altre modalità e
dovrebbe essere capace di insegnare in molti metodi
diversi. Quindi , un insegnante che conosce un
solo metodo, sa insegnare in un solo modo. La differenza
tra l'essere un insegnante e l'essere un educatore è che
quest'ultimo conosce molte cose, molti argomenti,
molti metodi differenti, ed è capace di
aiutare il bambino ad apprendere basandosi sullo
stile di apprendimento di ogni singolo bambino. |
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