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Il
primo pensiero è stato: ......l'ennesimo
tentativo per far diventare i bambini
dei fenomeni da baraccone trasformandoli
in "enfants prodiges" da
esibire e di cui essere fieri. L'ambiente è molto
caldo e accogliente, i bambini, alcuni
dei quali ancora lattanti, in braccio
alla mamma o al papà, seduti su un
morbido tappeto, guardano intorno,
qualcuno dorme, qualche mamma sta allattando.
Siamo tutti in cerchio, improvvisamente
due voci accarezzano l'aria con una
bellissima melodia e delicatamente
arrivano a circondare ogni bambino
come un abbraccio. Accade qualcosa
di magico: i bambini spalancano gli
occhi, il corpo proteso verso quel
suono, le bocche si schiudono in una
espressione di meraviglia pura. Restano
così finché la musica si perde nel
silenzio attento di quegli occhi incantati.
Qualche secondo e poi si scuotono,
sbattono le palpebre, si sfregano gli
occhi come se non ci vedessero bene,
si sente un vagito, un mugolio, una
piccola risata che resta sospesa come
l'eco del canto appena concluso. Ecco
qua il segreto: quaranta minuti immersi
nella musica prodotta solo dalle voci
degli operatori, sembra quasi un "rito
di iniziazione musicale". Nessuna
richiesta da parte dei conduttori nei
confronti dei bambini, solo una offerta,
un regalo sonoro per ognuno di loro
che andrà ad arricchire il loro vocabolario
espressivo nella vita quotidiana............... |