Articolo n.1

Planning music‐based amelioration and training in infancy and childhood based on neural evidence. Huotilainen, M., & Tervaniemi, M. (2018). Annals of the New York Academy of Sciences.

Abstract

Music-based amelioration and training of the developing auditory system has a long tradition, and recent neurosci- entific evidence supports using music in this manner. Here, we present the available evidence showing that various music-related activities result in positive changes in brain structure and function, becoming helpful for auditory cognitive processes in everyday life situations for individuals with typical neural development and especially for individuals with hearing, learning, attention, or other deficits that may compromise auditory processing. We also compare different types of music-based training and show how their effects have been investigated with neural methods. Finally, we take a critical position on the multitude of error sources found in amelioration and training studies and on publication bias in the field. We discuss some future improvements of these issues in the field of music-based training and their potential results at the neural and behavioral levels in infants and children for the advancement of the field and for a more complete understanding of the possibilities and significance of the training.

Il miglioramento e il training del sistema uditivo in via di sviluppo basati sulla musica ha una lunga tradizione e recenti prove neuroscientifiche supportano l’uso della musica in questo ambito. Qui, presentiamo le prove disponibili che dimostrano che varie attività legate alla musica determinano cambiamenti positivi nella struttura e nella funzione del cervello, diventando utili per i processi cognitivi uditivi nelle situazioni di vita quotidiana per individui con sviluppo neurale tipico e specialmente per le persone con deficit dell’udito, dell’apprendimento, dell’attenzione o altri deficit che potrebbero compromettere l’elaborazione uditiva. Confrontiamo anche diversi tipi di training basato sulla musica e mostriamo come i gli effetti siano stati studiati attraverso metodi di indagine neuronale. Infine, prendiamo una posizione critica sulla moltitudine di fonti di errore che si trovano negli studi sul miglioramento e il training e nei bias di pubblicazione in questo campo. Discutiamo alcuni miglioramenti futuri a proposito di questi problemi inerenti il campo del training musicale e del potenziale risultato a livello neurale e comportamentale nei neonati e nei bambini, per il progresso di questo campo applicativo e per una comprensione più completa delle possibilità e del significato del training.

Articolo n.2

Can very early music interventions promote at‐risk infants’ development?. Virtala, P., & Partanen, E. (2018). Annals of the New York Academy of Sciences.

Abstract

Music and musical activities are often a natural part of parenting. As accumulating evidence shows, music can promote auditory and language development in infancy and early childhood. It may even help to support auditory and language skills in infants whose development is compromised by heritable conditions, like the reading deficit dyslexia, or by environmental factors, such as premature birth. For example, infants born to dyslexic parents can have atypical brain responses to speech sounds and subsequent challenges in language development. Children born very preterm, in turn, have an increased likelihood of sensory, cognitive, and motor deficits. To ameliorate these deficits, we have developed early interventions focusing on music. Preliminary results of our ongoing longitudinal studies suggest that music making and parental singing promote infants’ early language development and auditory neural processing. Together with previous findings in the field, the present studies highlight the role of active, social music making in supporting auditory and language development in at-risk children and infants. Once completed, the studies will illuminate both risk and protective factors in development and offer a comprehensive model of understanding the promises of music activities in promoting positive developmental outcomes during the first years of life.

La musica e le attività musicali sono spesso una parte naturale della genitorialità. Come dimostra l’accumulo di prove, la musica può promuovere lo sviluppo uditivo e linguistico nell’infanzia e nella prima infanzia. Può anche aiutare a supportare le abilità uditive e linguistiche nei bambini il cui sviluppo è compromesso da condizioni ereditabili, come la dislessia o deficit di lettura, o da fattori ambientali, come la nascita prematura. Ad esempio, i bambini nati da genitori dislessici possono avere risposte cerebrali atipiche ai suoni del linguaggio e successive modifiche nello sviluppo del linguaggio. I bambini nati molto pretermine, a loro volta, hanno una maggiore probabilità di avere deficit sensoriali, cognitivi e motori. Per migliorare questi deficit, abbiamo sviluppato interventi precoci incentrati sulla musica. I risultati preliminari dei nostri studi longitudinali in corso suggeriscono che la produzione musicale e il canto dei genitori promuovono lo sviluppo precoce del linguaggio e l’elaborazione neurale uditiva. Insieme ai risultati precedenti sul campo, gli studi attuali evidenziano il ruolo della musica sociale e attiva nel sostenere lo sviluppo uditivo e linguistico nei bambini e nei bambini a rischio. Una volta completati, questi studi faranno luce sia sui fattori di rischio che sui fattori protettivi nello sviluppo e offriranno un modello completo di comprensione delle possibili influenze delle attività musicali sulla promozione di risultati positivi nello sviluppo durante i primi anni di vita.

Articolo n.3

Prosody in the Auditory and Visual Domains: A Developmental Perspective. Esteve-Gibert, N., & Guellaï, B. (2018). Frontiers in psychology, 9, 338.

Abstract

The development of body movements such as hand or head gestures, or facial expressions, seems to go hand-in-hand with the development of speech abilities. We know that very young infants rely on the movements of their caregivers’ mouth to segment the speech stream, that infants’ canonical babbling is temporally related to rhythmic hand movements, that narrative abilities emerge at a similar time in speech and gestures, and that children make use of both modalities to access complex pragmatic intentions. Prosody has emerged as a key linguistic component in this speech-gesture relationship, yet its exact role in the development of multimodal communication is still not well understood. For example, it is not clear what the relative weights of speech prosody and body gestures are in language acquisition, or whether both modalities develop at the same time or whether one modality needs to be in place for the other to emerge. The present paper reviews existing literature on the interactions between speech prosody and body movements from a developmental perspective in order to shed some light on these issues.

Lo sviluppo di movimenti del corpo come i gesti della mano o della testa, o le espressioni facciali, sembra andare di pari passo con lo sviluppo delle abilità del linguaggio. Sappiamo che i bambini molto piccoli fanno affidamento sui movimenti della bocca dei loro caregivers per segmentare il flusso del discorso, che il balbettamento tipico dei bambini è temporalmente correlato coi movimenti ritmici delle mani, che le abilità narrative emergono in un momento simile nel linguaggio e nei gesti, e che i bambini utilizzano entrambe le modalità per accedere a complesse intenzioni pragmatiche. La prosodia è emersa come componente linguistica chiave in questa relazione discorso-gesto, ma il suo esatto ruolo nello sviluppo della comunicazione multimodale non è ancora ben compreso. Ad esempio, non è chiaro quali siano i pesi relativi della prosodia linguistica e dei gesti del corpo nell’acquisizione del linguaggio, se entrambe le modalità si sviluppino nello stesso momento o se sia necessaria una modalità per far emergere l’altra. Il presente lavoro rivede la letteratura esistente sulle interazioni tra prosodia linguistica e movimenti del corpo da una prospettiva evolutiva al fine di far luce su questi temi.

A cura di Silvia Cucchi