Articolo n. 1

Musical Sensitivity in the Personality and Behavior of Infants

Dr. Shveata Misra, Prof. Ina Shastri

Department of Music, Banasthali University, Tonk, India

Abstract
Personality is the psychological characteristics that make each and every individual unique. Personality is related to both traits and states, where traits are considered to be the characteristics which are there for longer period of time like temperament and states are the characteristics which are consi- dered to be changeable like mood. Both states and traits in personality are considered to be developed at early stages in life where the hereditary psy- chological and social influences are the most responsible causes for the for- mation of the personality. This research paper will give the broad overview of how music affects to the personality and behaviour of infants.

 

La personalità è la caratteristica psicologica che rende unico ogni individuo. La personalità è correlata sia ai tratti che agli stati, dove i tratti sono considerati le caratteristiche che ci sono per un periodo di tempo più lungo, come il temperamento, e gli stati sono le caratteristiche che sono considerate modificabili, come l’umore. Si considera che entrambi gli stati e i tratti della personalità siano già sviluppati nelle prime fasi della vita, stadi in cui le influenze psicologiche e sociali ereditarie sono le cause più responsabili per la formazione della personalità. Questo documento di ricerca fornirà un’ampia panoramica su come la musica influisce sulla personalità e sul comportamento dei bambini.

Articolo n. 2

When the Sound Becomes the Goal. 4E Cognition and Teleomusicality in Early Infancy

AndreaSchiavio1,2,3*,DylanvanderSchyff4,5,SilkeKruse-Weber1 andReneeTimmers2

1 Institute for Music Education, University of Music and Performing Arts, Graz, Austria, 2 Department of Music, University of Sheffield, Sheffield, United Kingdom, 3 Centre for Systematic Musicology, University of Graz, Graz, Austria, 4 Faculty of Education, Simon Fraser University, Burnaby, BC, Canada, 5 Faculty of Music, University of Oxford, Oxford, United Kingdom

Abstract
In this paper we explore early musical behaviors through the lenses of the recently emerged “4E” approach to mind, which sees cognitive processes as Embodied, Embedded, Enacted, and Extended. In doing so, we draw from a range of interdisciplinary research, engaging in critical and constructive discussions with both new findings and existing positions. In particular, we refer to observational research by French pedagogue and psychologist François Delalande, who examined infants’ first “sound discoveries” and individuated three different musical “conducts” inspired by the “phases of the game” originally postulated by Piaget. Elaborating on such ideas we introduce the notion of “teleomusicality,” which describes the goal-directed behaviors infants adopt to explore and play with sounds. This is distinguished from the developmentally earlier “protomusicality,” which is based on music-like utterances, movements, and emotionally relevant interactions (e.g., with primary caregivers) that do not entail a primary focus on sound itself. The development from protomusicality to teleomusicality is discussed in terms of an “attentive shift” that occurs between 6 and 10 months of age. This forms the basis of a conceptual framework for early musical development that emphasizes the emergence of exploratory, goal-directed (i.e., sound- oriented), and self-organized musical actions in infancy. In line with this, we provide a preliminary taxonomy of teleomusical processes discussing “Original Teleomusical Acts” (OTAs) and “Constituted Teleomusical Acts” (CTAs). We argue that while OTAs can be easily witnessed in infants’ exploratory behaviors, CTAs involve the mastery of more specific and complex goal-directed chains of actions central to musical activity.

 

In questo articolo esploriamo i primi comportamenti musicali attraverso le “lenti “ di un approccio alla mente, detto “4E” emerso recentemente, che considera processi cognitivi come Embodied, Embedded, Enacted ed Extended (Incarnato, Integrato, Interpretato, Ampliato) . Nel fare ciò, attingiamo da una serie di ricerche interdisciplinari, impegnandoci in discussioni critiche e costruttive sia con le nuove scoperte che con le posizioni esistenti. In particolare, ci riferiamo alla ricerca osservativa del pedagogo e psicologo francese François Delalande, che ha esaminato le prime “scoperte sonore” dei bambini e individuato tre diversi “conduttori” musicali ispirati alle “fasi del gioco” originariamente postulate da Piaget. Elaborando tali idee introduciamo la nozione di “teleomusicalità”, che descrive i comportamenti orientati allo scopo che i bambini adottano per esplorare e giocare con i suoni. Questo si distingue dalla “protomusicalità” precedente, che si basa su espressioni musicali, movimenti e interazioni emotivamente rilevanti (ad es., con caregiver primari) che non comportano un focus primario sul suono stesso. Lo sviluppo dalla protomusicalità alla teleomusicalità è discusso in termini di un “passaggio attento” che avviene tra i 6 e i 10 mesi di età. Ciò costituisce la base di un quadro concettuale per lo sviluppo musicale precoce che enfatizza l’emergere di azioni musicali esplorative, orientate allo scopo (cioè orientate al suono) e auto-organizzate nell’infanzia. In linea con questo, forniamo una tassonomia preliminare dei processi teleomusicali discutendo “Atti teleomusicali originali” (OTA) e “Atti teleomusicali costituiti” (CTA). Sosteniamo che mentre gli OTA possono essere facilmente osservati nei comportamenti esplorativi dei bambini, i CTA implicano la padronanza di più specifiche e complesse catene di azioni dirette agli obiettivi, fondamentali per l’attività musicale. 

Articolo n. 3

Crossmodal association of auditory and visual material properties in infants

Yuta Ujiie , Wakayo Yamashita, Waka Fujisaki, So Kanazawa & Masami K. Yamaguchi Scientific Reports 8, Article number: 9301 (2018)

Abstract
The human perceptual system enables us to extract visual properties of an object’s material from auditory information. In monkeys, the neural basis underlying such multisensory association develops through experience of exposure to a material; material information could be processed in the posterior inferior temporal cortex, progressively from the high-order visual areas. In humans, however, the development of this neural representation remains poorly understood. Here, we demonstrated for the first time the presence of a mapping of the auditory material property with visual material (“Metal” and “Wood”) in the right temporal region in preverbal 4- to 8-month-old infants, using near-infrared spectroscopy (NIRS). Furthermore, we found that infants acquired the audio-visual mapping for a property of the “Metal” material later than for the “Wood” material, since infants form the visual property of “Metal” material after approximately 6 months of age. These findings indicate that multisensory processing of material information induces the activation of brain areas related to sound symbolism. Our findings also indicate that the material’s familiarity might facilitate the development of multisensory processing during the first year of life.

 

Il sistema percettivo umano ci consente di estrarre le proprietà visive del materiale di un oggetto, dalle informazioni uditive. Nelle scimmie, la base neurale alla base di tale associazione multisensoriale si sviluppa attraverso l’esperienza dell’esposizione a un materiale; le informazioni materiali potrebbero essere elaborate nella corteccia temporale inferiore posteriore, progressivamente dalle aree visive di alto ordine. Nell’uomo, tuttavia, lo sviluppo di questa rappresentazione neurale rimane scarsamente compreso. Qui, abbiamo dimostrato per la prima volta la presenza di una mappatura della proprietà del materiale uditivo con materiale visivo (“Metallo” e “Legno”) nella regione temporale destra in neonati preverbali di 4-8 mesi, utilizzando spettroscopia infrarossa (NIRS). Inoltre, abbiamo scoperto che i bambini hanno acquisito la mappatura audiovisiva per una proprietà del materiale “Metallo” più tardi rispetto al materiale “Legno”, dal momento che i bambini formano la proprietà visiva del materiale “Metallo” dopo circa 6 mesi di età. Questi risultati indicano che l’elaborazione multisensoriale di informazioni materiali induce l’attivazione di aree cerebrali correlate al simbolismo del suono. I nostri risultati indicano anche che la familiarità del materiale potrebbe facilitare lo sviluppo dell’elaborazione multisensoriale durante il primo anno di vita.

Commento

Studi precedenti avevano già rivelato che l’attivazione nel Superior Temporal Sulcus era predisposto a elaborare una rete semantica che supportava l’associazione oggetto-suono, e che è nota come “rete del simbolismo del suono”. I suoni ambientali inducono l’attivazione del STS posteriore destro, mentre le parole attivano il STS posteriore sinistro. Tale attivazione asimmetrica correlata al simbolismo del suono è stata riscontrata anche nei neonati.

I risultati sostengono che l’idea che i bambini, in stadi preverbali, posseggono la capacità di associazione concettuale tra il suono specifico e le informazioni visive, che permette o facilita l’acquisizione del linguaggio.

È interessante, da un punto di vista di ricaduta sul metodo didattico in ambito musicale, notare che tale attivazione è stata osservata quando i partecipanti hanno preso una decisione semantica (vale a dire, la categorizzazione) ma non quando hanno ascoltato i suoni passivamente. Inoltre, il simbolismo del suono, che implica l’elaborazione semantica e non il solo legame audiovisivo di basso livello, ha indotto l’attivazione del STS sinistro negli adulti e dell’emisfero temporale destro nei neonati. In effetti, l’elaborazione semantica dei bambini di input audiovisivi come la parola (prerogativa dell’emisfero sinistro) si manifesta nella metà del primo anno di vita. 

In sintesi, lo studio attuale, per la prima volta, ha fornito la prova che i bambini hanno esibito la mappatura di specifici suoni materiali a proprietà specifiche del materiale visivo in modo simile agli adulti e prima della formazione del simbolismo del suono mediato dal linguaggio. Inoltre, i risultati indicano che tale sviluppo potrebbe dipendere dalla familiarità di un materiale.

A cura di Silvia Cucchi