Bonetti, L., & Costa, M. (2019). Musical mode and visual-spatial cross-modal associations in infants and adults. Musicae Scientiae, 23(1), 50-68.

Abstract
The classification of major and minor musical stimuli along five dichotomous scales (happy–sad, pleasant–unpleasant, up–down, light–dark, and warm–cold colors) was investigated in two studies involving 51 children aged 4–6 years, and 168 adults. Musical stimuli were six chords and six harmonized melodies differing in mode (major, minor). Furthermore, fluid intelligence was assessed in both infants and adults. The associations between major mode and happiness and between minor mode and sadness increased from a proportion of 58% at the age of 4, to 61% at the age of 5, 72% at the age of 6, and 92% in adults. The major–up, minor–down associations were 62% in both the 5- and 6-year-olds, and increased to 84% in adults, while the major–light, minor–dark associations increased from 59% at the age of 5 to 72% in 6-year-olds and 92% in adults. Warm–cold colors were systematically associated with, respectively, major and minor stimuli in adults but not in children. Fluid intelligence was strongly related to the child’s ability to associate happy and sad faces to major and minor musical stimuli.

Keywords colors, cross-modal associations, intelligence, musical development, musical mode, spatial perception

Si è studiata la classificazione degli stimoli musicali in tonalità maggiore e minore su cinque scale dicotomiche (felicità-tristezza, piacevolezza-spiacevolezza, su-giù, chiaro-scuro, colori caldi- colori freddi) in due studi che hanno coinvolto 51 bambini di età compresa tra 4 e 6 anni e 168 adulti. Gli stimoli musicali erano sei accordi e sei melodie armonizzate che differivano nel modo (maggiore, minore). È stata valutata l’intelligenza fluida sia nei neonati che negli adulti. Le associazioni tra modalità maggiore e felicità e tra modalità minore e tristezza è aumentate da una proporzione del 58% all’età di 4 anni, al 61% all’età di 5 anni, al 72% all’età di 6 anni e al 92% negli adulti. Le associazioni maggiore-sù, minori-giù erano del 62% nei bambini di 5 e 6 anni e sono aumentate all’84% negli adulti, mentre le associazioni maggiore-luce, minori-buio sono aumentate dal 59% all’età di 5 anni al 72% nei bambini di 6 anni a al 92% negli adulti. I colori caldi e freddi sono stati sistematicamente associati, rispettivamente, a stimoli maggiori e minori negli adulti ma non nei bambini. L’intelligenza fluida era fortemente correlata alla capacità del bambino di associare volti felici e tristi con stimoli musicali maggiori e minori.

Chorna, O., et al. “Neuroprocessing Mechanisms of Music during Fetal and Neonatal Development: A Role in Neuroplasticity and Neurodevelopment.” Neural plasticity 2019 (2019).

Abstract
The primary aim of this viewpoint article is to examine recent literature on fetal and neonatal processing of music. In particular, we examine the behavioral, neurophysiological, and neuroimaging literature describing fetal and neonatal music perception and processing to the first days of term equivalent life. Secondly, in light of the recent systematic reviews published on this topic, we discuss the impact of music interventions on the potential neuroplasticity pathways through which the early exposure to music, live or recorded, may impact the fetal, preterm, and full-term infant brain. We conclude with recommendations for music stimuli selection and its role within the framework of early socioemotional development and environmental enrichment.

Lo scopo principale di questa revisione è quello di esaminare la letteratura recente sull’elaborazione della musica in età fetale e neonatale. In particolare, esaminiamo la letteratura comportamentale, neurofisiologica e di neuroimaging che descrive la percezione e l’elaborazione della musica dai primi giorni di un termine equivalente di vita fetale o neonatale. In secondo luogo, alla luce delle recenti revisioni sistematiche pubblicate su questo argomento, discutiamo l’impatto d interventi musicali su potenziali pattern neuroplastici attraverso i quali l’esposizione precoce alla musica, dal vivo o registrata, può avere un impatto sul cervello del feto, dei nati pre-termine e dei neonati nati a termine. Concludiamo con raccomandazioni circa  la selezione degli stimoli musicali e il ruolo di tale selezione nel quadro nell’arricchimento ambientale nello sviluppo socioemotivo precoce.

Frey, Aline, et al. “Music Training Positively Influences the Preattentive Perception of Voice Onset Time in Children with Dyslexia: A Longitudinal Study.” Brain sciences 9.4 (2019): 91.

Abstract
Previous results showed a positive influence of music training on linguistic abilities at both attentive and preattentive levels. Here, we investigate whether six months of active music training is more efficient than painting training to improve the preattentive processing of phonological parameters based on durations that are often impaired in children with developmental dyslexia (DD). Results were also compared to a control group of Typically Developing (TD) children matched on reading age. We used a Test–Training–Retest procedure and analysed the Mismatch Negativity (MMN) and the N1 and N250 components of the Event-Related Potentials to syllables that differed in Voice Onset Time (VOT), vowel duration, and vowel frequency. Results were clear-cut in showing a normalization of the preattentive processing of VOT in children with DD after music training but not after painting training. They also revealed increased N250 amplitude to duration deviant stimuli in children with DD after music but not painting training, and no training effect on the preattentive processing of frequency. These findings are discussed in view of recent theories of dyslexia pointing to deficits in processing the temporal structure of speech. They clearly encourage the use of active music training for the rehabilitation of children with language impairments.

Keywords: Music training; longitudinal study; children with dyslexia; Mismatch Negativity (MMN); syllables

Risultati precedenti hanno mostrato un’influenza positiva del training musicale sulle abilità linguistiche sia a livello attentivo che a livello preattentivo. Qui, indaghiamo se sei mesi di training musicale attivo sono più efficienti di training nella pittura, per migliorare l’elaborazione preattentiva dei parametri fonologici basati sulla durata, che è spesso compromessa nei bambini con dislessia dello sviluppo (DD). I risultati sono stati inoltre confrontati con un gruppo di controllo di bambini in sviluppo tipico (TD) abbinato per età di lettura. Abbiamo usato una procedura Test – Training – Re-test e analizzato la Mismatch Negativity (MMN) e i componenti N1 e N250 dei potenziali relativi all’evento in sillabe che differivano in Voice Onset Time (VOT), durata della vocale e frequenza vocale. I risultati sono stati chiari nel mostrare una normalizzazione dell’elaborazione preattentiva del VOT nei bambini con DD dopo il training musicale ma non dopo il training con la pittura. I risultati hanno anche rivelato una maggiore ampiezza di N250 rispetto alla durata degli stimoli devianti nei bambini con DD dopo il training musicale, ma non dopo il training con la pittura e il training non ha avuto nessun effetto sull’elaborazione preattentiva della frequenza. Questi risultati sono discussi alla luce delle recenti teorie della dislessia che indicano la presenza di un deficit nell’elaborazione della struttura temporale del linguaggio. I risultati incoraggiano chiaramente l’uso di una esperienza formativa musicale di tipo attivo, per la riabilitazione dei bambini con disabilità linguistiche.